Spazi, Momenti, Culture

Un patrimonio ferito. La Valnerina

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di Vittoria Garibaldi

prefazione di Bruno Toscano

fotografie di Bernardino Sperandio

La volontà di raccogliere in un volume i quarantotto articoli a firma di Vittoria Garibaldi pubblicati dal Corriere dell’Umbria dal dicembre 2016 al dicembre 2017 è sorta sponta-nea nella nostra Associazione, come cosa che si deve fare. Documentare l’offesa profonda subìta dallo straordinario patrimonio artistico della Valnerina nella sequenza sismica del 2016, è sembrato un modo necessario per richiamare l’attenzione sulla vastità, sulla specifica qualità e sulla capillare presenza di tale patrimonio. Tre ragioni forti che oggi av-vertiamo e che ci rendono responsabili di ciò che purtroppo è irrimediabilmente perduto e di ciò che possiamo e dobbiamo salvare. Un territorio, quello della Valnerina, nei secoli martoriato da eventi sismici violenti che hanno causato gravi distruzioni e numerose perdite umane, ma che ha sempre saputo reagire e ricominciare proprio affermando attaverso i percorsi del fare artistico, la propria identità, il proprio forte legame ai luoghi testimoniando certi valori fondamentali del vivere: la coesione della comunità, il suo legame imprescindibile con la propria terra e il forte sentimento del sacro.
Stratificate nei secoli le opere d’arte, non solo di botteghe locali, ma anche e soprattutto di artisti prestigiosi collegati con questo territorio da molteplici e storiche ragioni, oggi che le stiamo perdendo o che in alcuni casi le abbiamo già perdute, sentiamo tutto il disagio di questa responsabilità di fronte alla quale ci sentiamo impotenti, perché constatiamo che le presenze umane che sempre hanno saputo affrontare l’emergenza e riprendere con forza il cammino oggi non ci sono più.
I luoghi splendidi della Valnerina potrebbero diventare assolutamente muti; da luoghi pulsanti di vita, di forza creativa, di volontà indomita nell’affrontare le tante difficoltà, stanno per diventare tristemente soltanto luoghi di visita. Doppia la responsabilità della comunità, salvare il patrimonio al di là di ogni previsione poiché il patrimonio è la radice del territorio con la sua gente che addirittura meriterebbe sostegno alla presenza, data in servizi adeguati per una permanenza possibile con strutture territoriali tali da agevolare quella permanenza oggi resa difficile, troppo difficile.
Siamo tutti con questa comunità; la nostra parte è di dare visibilità al patrimonio e inter-venire per quanto possibile almeno per salvare il salvabile. Siamo certi che questa pubbli-cazione potrà avere un ruolo in questo impegno solo se sapremo procedere con fermezza e a fianco delle istituzioni. (dalla presentazione di Rita Fanelli Marini)

Foligno. Storia, Arte, Memorie nel centro antico

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di Fabio Bettoni e Bruno Marinelli

La nuova pubblicazione è concepita secondo itinerari, si snoda all’interno delle mura incontrando luoghi e personaggi, descritti nella consistenza e nella storia, con utili rimandi alla bibliografia per chi intende approfondire gli argomenti. Non mancano le immagini che semplificano l’individuazione dei luoghi descritti . “Foligno, fiera della propria diversità – sottolinea Rita Fanelli Marini – ha acquisito la consapevolezza del proprio valore e con questa lavoro si ripresenta alla città (“Foligno. Itinerari dentro e fuori le mura” era uscita nel 2001) e a coloro che vorranno visitarla. La prima consegna è di percorrerla senza fretta, di camminare lentamente, anche senza meta, cercando di fissare tutto quello che lo sguardo sa cogliere”.

Un’Americana ad Assisi 2016

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Molly Berkeley

Beaded Bubbles. Un’Americana ad Assisi

trad. di Katherine Brandt e Cristina Gasparri

pp. 192; ill. b/n

L’idea di fondo era rendere fruibile l’esperienza di vita di una persona che ha trovato nella terra umbra e in particolare ad Assisi un luogo privilegiato per soddisfare la propria sensibilità di artista creando anche un cenacolo culturale di grande autorevolezza a livello internazionale, soprattutto in ambito musicale. Protagonista di questa vicenda è stata Mary Emlen Lowell contessa di Berkeley vissuta ad Assisi alternativamente dagli anni Trenta al 1975, anno della sua morte e che nella sua particolare biografia pubblicata in lingua inglese descrive, con ricchezza di particolari, con vivacità e una levità che caratterizza tutta la sua narrazione, il profondo rapporto con la città umbra. (dalla presentazione di Rita Fanelli Marini)

Molly Emlen Lowell, nasce a Chestnut Hill, contea di Newton (Boston) il 31 luglio 1884. Trascorre la sua lunga vita tra gli Stati Uniti e l’Europa. Dopo il primo matrimonio (1904) con Francis Vernon Lloyd, da cui avrà l’amato figlio Francis, nel 1924 sposa Randall Thomas Mowbray 8° (e ultimo) Conte di Berkeley.
Dagli anni Trenta in poi comincia a frequentare Assisi dove realizzerà il suo buen retiro.
Muore ad Assisi l’11 agosto 1975.
La sua biografia viene pubblicata sia in Gran Bretagna (Beaded Bubbles, Hamish Hamilton, London), sia a negli Stati Uniti d’America (Winking at the brim, Houghton Mifflin Company, Boston) nel 1967.

La Rocca di Gualdo Cattaneo (2014)

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Renzo Marconi

La Rocca di Gualdo Cattaneo

Una bellissima e fortissima construttione


Delle sei collane nate dall’impegno dell’Associazione Orfini Numeister, Spazi, Momenti, Culture è quella più affollata, quindici titoli su quarantanove. E proprio la rocca di Gualdo Cattaneo è il quindicesimo volume di questa collana che per sua natura è ricca di una molteplicità di contenuti. Molteplicità che si ritrova in questa pubblicazione nata per colmare un vuoto, per dare piena consapevolezza a tutta una comunità di un vissuto anche lontano che inevitabilmente ha costruito il presente, che ognuno sente come proprio, ma del quale non ha spesso precisi elementi di conoscenza. La comunità di Gualdo Cattaneo ha espresso con lineare chiarezza l’esigenza e la volontà di acquisire uno strumento capace di consentire ad ognuno di capire quanto il passato sia presente nella propria vita, quanto il luogo dove vive e opera sia testimonianza di una realtà storica che si riflette in ogni aspetto del presente, quale parte ognuno può e deve avere per la salvaguardia e la valorizzazione di un così significativo patrimonio. Questo lavoro non è solo portatore di nuove conoscenze e come sempre apre ulteriori orizzonti di indagine e di ricerca, ma testimonia il consenso a un atteggiamento di fiducia in quei valori basilari per una comunità che, senza la coscienza delle proprie radici, non ha alcun presupposto, né alcuna risorsa per affrontare il futuro. Infatti, può vivere e prosperare un albero senza radici?

(17×24; 352 pp.; 20 ill.colore, 20 ill. b/n)

Ospitare, curare, sovvenire, recludere. Ospitali nella storia di Foligno (2011)

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Ospitare_curareOSPITARE, CURARE, RECLUDERE, SOVVENIRE

Ospitali nella storia di Foligno

a cura di Fabio Bettoni

Attraverso una serie di saggi, si racconta la nascita e lo sviluppo non solo dell’istituzione ospedaliera a Foligno, ma si individuano i numerosissimi Ospitali presenti in città dal Medioevo fino allo spostamento all’ormai storico San Giovanni Battista alle Poelle, chiudendo idealmente il percorso all’Unità d’Italia. Insieme a Fabio Bettoni che cura il volume ed è autore e co-autore di più saggi, il volume contiene le note introduttive di Paolo Franzese – direttore dell’Archivio di Stato di Perugia – e di Sandro Fratini – direttore generale della Asl3, Umbria – e i contributi di Mario Sensi, Bruno Marinelli, Paola Tedeschi, Adriano Serafini, Roberto Tavazzi, Vladimiro Cruciani, Stefano Felicetti e Pietro Battoni. Completano il volume un ricchissimo repertorio documentario, immagini fotografiche inedite e tavole che individuano le presenze ospitaliere in città e nel territorio folignate.

(17×24; 544 pp.;60 ill., 5 tav f.t. b/n)

Foligno una stagione (2009)

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una-stagioneGiovanni Bosi

Foligno, una Stagione

La città tra Otto e Novecento

La Montagna di Foligno I (2007)

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montagna1La Montagna di Foligno

Itinerari tra Flaminia e Lauretana (vol. I)

a cura di Fabio Bettoni e Maria Romana Picuti

I Trinci (2006)

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trinciSilvestro Nessi

I Trinci

Signori di Foligno

La Chiesa e il Convento di San Giacomo a Foligno. In Itinere Sancti Iacobi (2006)

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san-giacomoVladimiro Cruciani

La Chiesa e il Convento di San Giacomo a Foligno

In Itinere Sancti Iacobi

La storia e le vicende della chiesa e del convento di San Giacomo a Foligno, punto di riferimento per i tanti pellegrini che si recavano a Compostela, costituiscono l’interessante tematica di questo volume. L’autore, dopo un attento esame delle diverse parti del monumento, offre una significativa lettura di questo “tesoro di fede, di arte e di bellezza, fatto insieme alla gente e per la gente” come dice nel testo introduttivo don Luigi Filippucci, parroco di San Giacomo, fino all’ottobre 2005. Con i contributi di Giordana Benazzi, Franco Antonini, Federica Romani e Stefano Felicetti

Flora vascolare e fitocenosi (2004)

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flora vascolareEttore Orsomando

Flora Vascolare e Fitocenosi

nel Parco Regionale di Colfiorito