Tag Archive: altra Resistenza

Freschi di stampa maggio 2015

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Michele Benedetti Placchesi

Resistere goccia a goccia

Diario di prigionia a Wietzendorf (1943-1945)

prefazione e postfazione di Edvige Benedetti Placchesi
con un saggio di Luciana Brunelli
(17×24, 336 pp., 40 ill. b/n)

Michele Benedetti Placchesi (Foligno, 25/1/1908 – 21/8/1982)

Folignato de ‘nto le mura, come diceva lui, era nato il 25 gennaio 1908 nel palazzo Coresi, alle Conce, davanti alla chiesa di Santa Margherita. […] Impiegato prima al Banco di Roma, poi alla Cassa di Risparmio di Foligno, nella cui filiale di Montefalco avrebbe conosciuto la futura moglie Norma, che andava a fare i pagamenti per la sorella farmacista. Si sarebbero sposati nel dicembre del 1937 e il 25 marzo del 1939 sarebbe nato il primo figlio Giovanni, detto Nanni; un anno dopo l’Italia sarebbe entrata in guerra […] .
L’8 settembre 1943 trovò Benedetti Placchesi a Làrissa, in Tessaglia e, nella completa latitanza, o meglio liquefazione, dei comandi, toccò a lui, tenente più anziano, prendere il comando del gruppo. Circondati e fatti prigionieri, fu loro comunicato che «per ordine del Führer» erano divenuti I.M.I. – Internati Militari Italiani, e che sarebbero stati portati nel Reich. […]
Il diario (tre taccuini e cinque quadernetti) inizia il 1 dicembre 1943 nella fortezza di Leopoli, nell’attuale Ucraina, allora Polonia occupata, e si conclude a Merano, il 30 settembre 1945, sulla via del ritorno a casa. […]
Questo diario focalizza la vita nel campo di Wietzendorf, le quotidiane sofferenze, le continue umiliazioni, la forza interiore di Michele Benedetti Placchesi che gli consente di resistere al freddo, alla fame ai sempre più intensi dolori ossei, causa in seguito di una grave infermità. Scrive ogni giorno il suo diario come fosse un continuo colloquio con la moglie Norma. La famiglia, gli affetti, la terra d’origine sono i nodi della sua esistenza in quel luogo che, con l’ammirevole ironia che sempre lo sostiene, definisce come «l’albergo sbagliato dove non davano molto da mangiare» e dove era capitato nel «giro turistico d’Europa», prendendo a prestito tale definizione dal padre che aveva conosciuto la prigionia nella Prima Guerra Mondiale. La vita di una famiglia, da padre a figlio, segnata dunque dalla prigionia e dalle terribili vicende che ogni guerra porta con sé. […] Ringraziamo chi ci ha offerto l’occasione di operare ancora una volta affinché non sia possibile dimenticare.

Diari di guerra e di prigionia (2012)

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coperta DIARI DI GUERRA E PRIGIONIA rev 2Pietro Pizzoni

Diari di guerra e di prigionia

(settembre 1943-luglio 1945)

Pagine dell’altra resistenza

 

a cura di Attilio Turrioni, prefazione di Alcibiade Boratto

 

Il diari di Pietro Pizzoni (classe 1921) dalla cattura in Slovenia da parte delle forze nazi-fasciste all’indomani dell’8 settembre 1943, attraverso il viaggio con destinazione sconosciuta, fino alla permanenza nei campi di Küstrin (Germania) e Przmeśyl (Polonia), dove la vita è pura sopravvivenza. Pietro Pizzoni fa parte di quella folta schiera di militari italiani che rifiutarono di aderire alla RSI nonostante la fame, il freddo e la paura di perdere la vita; rifiuto condiviso dalla stragrande maggioranza degli internati (650.000). I suoi diari arrivano fino alla liberazione da parte degli anglo americani a Wietzendorf (Hannover- Germania) e alla interminabile attesa per il ritorno a casa nella sua Foligno, che avverrà infine nel luglio 1945. Da queste pagine personali di Pizzoni, pubblicate postume e che bene si inseriscono nel filone della memorialistica di guerra che annovera numerosissimi esempi di diari di prigionia, si comprende meglio cosa sia “l’altra resistenza”, (come dal titolo del famoso libro di Alessandro Natta, pubblicato solo nel 1997 da Einaudi, ma scritto tra il 1954 e il 1955) e lo status degli IMI (Internati Militari Italiani). Il loro “NO” costituì, insieme alla lotta partigiana, la scelta di tanti giovani che, per dirla con il Presidente Carlo Azeglio Ciampi, fecero sì che l’8 settembre non fosse “la morte della patria”, ma un momento della nostra storia in cui “venne riscattato l’onore dell’Italia” e durante il quale “… nelle scelte dei singoli italiani la patria rinacque”.

(17×24;264 pp.;50 ill. b/n)