ORFINI NUMEISTER

associazione di cittadini-editori a foligno

Giorgio Scala

stuccatore ticinese del settecento tra Umbria, Marche e Romagna

Simona Montanari

presentazioni di Edoardo Agustoni e Laura Teza

Gli AUTORI, leggi

Simona Montanari, diplomata in Arte applicata, ha frequentato il corso per Design della Moda presso “Image Investments” di Reggio Emilia e ha lavorato per oltre un decennio come Fashion Designer presso l’Ufficio Stile di una nota azienda di Moda emiliana. Trasferitasi in Umbria, dopo diverse esperienze, tra le quali altre collaborazioni come stilista, si è iscritta alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Perugia e si è laureata come Operatore dei Beni culturali con una tesi sugli interventi di Giorgio Scala nella chiesa della Buona Morte di Cannara (Pg). In seguito ha ampliato la sua ricerca, che l’ha portata a ritrovare le tracce dell’attività dello stuccatore ticinese tra Umbria, Marche e Romagna.

Edoardo Agustoni, ha insegnato alla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, sezione Conservazione e Restauro. È attualmente insegnante di storia dell’arte al Centro scolastico per le industrie artistiche di Lugano, dove è responsabile della Scuola Cantonale d’Arte (SCA, già Liceo Artistico). È stato membro della Commissione dei beni culturali del Cantone Ticino ed ha collaborato all’OSMA di Locarno e alle mostre alla pinacoteca Züst di Rancate. Ha pubblicato numerosi articoli per testi specializzati nel settore storico artistico e sul tema degli artisti di area svizzera.

Laura Teza, storica dell’arte, è professore di Storia dell’arte moderna nella Facoltà di lettere e Filosofia dell’Università di Perugia dove insegna Storia dell’arte umbra e Storia della critica d’arte. Si è occupata di pittura tardo-manieristica dell’Italia centrale, dedicando studi particolari al fenomeno della natura morta in Umbria e nelle Marche, così come alla decorazione plastica in stucco del portico della Basilica di San Pietro a Roma. Ha rivolto la sua attenzione alla pittura di area peruginesca di età rinascimentale, approfondendo l’evoluzione della struttura degli altari polimaterici umbri e la profonda, originale interazione tra pittura e scultura riscontrabile in tali strutture. Si è dedicata a più riprese allo studio della letteratura delle guide di Perugia in età moderna e all’approfondimento dell’immagine del paesaggio umbro nella pittura umbra del Rinascimento.

  • COLLANA/ Arte
  • ANNO/ 2018
  • f.to 15×21/ 202 pp./ ill. b.n.
  • 15€

Con la pubblicazione del lavoro di Simona Montanari sull’attività dei Maestri ticinesi e in particolare di Giorgio Scala, maestro stuccatore nel Settecento, la Orfini Numeister affronta in sostanza una nuova avventura, dedicando la propria attenzione all’impegno di ricerca e studio legato a una tesi di laurea.
L’argomento affrontato è di sicuro interesse sia per essere stato fino ad ora poco studiato, almeno in modo sistematico, sia perché nell’ambito delle storia dell’arte il settore non sempre ha goduto di una propria autonomia come momento dell’espressività artistica. Infatti l’attività degli stuccatori in genere è stata considerata a lungo come completamento decorativo e non come opera autonoma con un suo statuto espressivo, dalla ideazione alla esecuzione attraverso proprie specifiche modalità esecutive. Tra Seicento e Settecento il settore dello stucco si è sviluppato largamente assumendo un ruolo da protagonista anche grazie al recupero avviato da Raffaello che si era ispirato alla Domus Aurea di Nerone. Le sue più antiche radici peraltro possiamo trovarle già nella civiltà egizia, nel mondo greco, in quello etrusco e nella cultura romana. Nel tempo però il suo ruolo si era sempre più marginalizzato fino ad essere considerato come un’arte povera, fragile, di completamento. Tuttavia la tecnica dello stucco, per la velocità esecutiva e non troppo complessa, per la modesta entità economica rispetto ad altre tecniche espressive legate a materiali come il marmo, il legno, la maiolica, il metallo, ha conquistato via via un ruolo da vero e proprio protagonista, anche per la sua forte componente scenografica e per il particolare effetto di morbidezza e carnalità.
E proprio gli artisti ticinesi, riuscendo a conquistare nel tempo una sicura professionalità, vengono chiamati prima a Milano, centro della loro diocesi e poi sempre più a Roma dove operano in chiese, oratori, palazzi pubblici e privati.

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