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Narrazioni fiorite. Trittici di Giovanni di Corraduccio per Trevi

Catalogo della Mostra – Trevi, complesso museale di San Francesco, 9 luglio-30 novembre 2022

a cura di Andrea De Marchi

testi di Andrea De Marchi, Giulia Mancini, Federico Donnini

Gli AUTORI, leggi…

Andrea De Marchi, professore di Storia dell’arte medioevale all’Università di Firenze, dopo essere stato funzionario alla Soprintendenza di Pisa, ricercatore all’Università di Lecce e professore associato all’Università di Udine. Si è interessato di svariati argomenti di pittura fra i secoli XIII e XVI. Lavora sulla decorazione delle chiese mendicanti, sulla percezione dei materiali e sullo sviluppo della pala d’altare fra gotico e rinascimento.

Giulia Mancini, storica dell’arte laureata presso l’Università degli studi di Firenze, è stata borsista della Fondazione Roberto Longhi per l’anno accademico 2021/2022. Attualmente frequenta la Scuola di specializzazione in beni storico-artistici all’Università di Firenze e collabora con la Galleria Nazionale dell’Umbria. Nella sua tesi magistrale si è occupata della chiesa di San Francesco a Trevi, della sua decorazione pittorica trecentesca e quattrocentesca in rapporto con la funzione degli spazi liturgici.

Federico Donnini, ha conseguito la Laurea Magistrale in Storia dell’Arte all’Università La Sapienza di Roma nel 2019, specializzando presso l’Università degli Studi di Perugia, lavora per il Complesso Museale San Francesco di Trevi.

  • Anno/ 2022
  • Collana/ EVENTI
  • f.to 21×21/ pp.180/ ill. colore
  • 30€

Giovanni di Corraduccio, pittore folignate attivo a cavallo fra la fine del Trecento e i primi decenni del Quattrocento, lasciò numerosi affreschi non solo in patria, ma in una più vasta zona appenninica, da Montefalco a Fabriano, da Assisi a Camerino. Fu delicato interprete della stagione tardogotica, affabulatore colorito e coinvolgente. Le sue pitture su tavola sono invece decisamente rare. Si tratta di trittici dominati dalla dimensione narrativa, alcuni addirittura popolati di storiette, dalla struttura decisamente insolita. Curiosamente ne conosciamo quattro e tre vengono con certezza da Trevi: due sono pezzi essenziali della Pinacoteca comunale presso San Francesco, due appartengono a collezioni private e in via del tutto eccezionale sono stati riuniti ai primi due. Il confronto fra queste opere getta uno squarcio di luce sul mondo della spiritualità femminile che ispirò creazioni così originali, perché la loro stessa tipologia, ben radicata in Umbria fin dall’ultimo Duecento è collegata a una funzione riservata ai cori delle monache, a una fruizione ravvicinata, alla loro meditazione e preghiera. Nell’occasione è stata compiuta un’indagine storica sugli antichi monasteri femminili trevani da cui provengono queste tavole, un’analisi iconografica capillare di questi trittici e una riconsiderazione complessiva della figura di Giovanni di Corraduccio.

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