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Anno Zeri

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ANNO ZERI. Centenario della nascita (1921-1998) In occasione del Centenario della nascita di Federico Zeri (1921-1998), il Ministero della Cultura ha istituito un Comitato Nazionale per le celebrazioni di cui fanno parte la Fondazione Federico Zeri, l’Accademia Carrara di Bergamo, il Museo Poldi Pezzoli di Milano, i Musei Vaticani, presieduto da Andrea Bacchi direttore della Fondazione Zeri e docente dell’Università di Bologna.
Sarà Andrea Bacchi ad illustrare le ultime iniziative realizzate per ricordare il grande storico dell’arte: il volume Il mestiere del conoscitore. Federico Zeri e l’esposizione Giorno per giorno nella pittura. Federico Zeri e Milano (11 novembre 2021 – 7 marzo 2022) che il Museo Poldi Pezzoli ha voluto dedicargli.

Per info: info@orfininumeister.it

Vittoria ride alla vita (2021)

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Mirko Revoyera, Francesca Greco

Vittoria è nata a Bologna il 1 dicembre 2008, affetta da grave paralisi cerebrale e tanta voglia di vivere. A causa delle sue importanti limitazioni psicomotorie e molteplici patologie è costretta fin da piccolissima a frequenti ricoveri ospedalieri e ripetuti interventi chirurgici, ma nonostante le sue limitazioni, Vittoria ha frequentato con grande entusiasmo la scuola, condividendo quanto più possibile con i compagni e le insegnanti, cogliendo ogni occasione, tirando fuori il meglio di ognuna di queste, proprio per la sua straordinaria capacità di aggregazione. Il suo travolgente amore per la vita e la passione per la scuola, hanno coinvolto tutti quanti l’hanno conosciuta, fino a quando, il 2 ottobre 2029, improvvisamente, delicatamente e senza rumore Vittoria se n’è dolcemente andata, lasciando tutti smarriti in quel buio e vuoto vivere senza di lei. Grazie all’iniziativa delle sue insegnanti e della Dirigente scolastica, il ricordo e l’esempio di Vittoria diventano motivo dell’intitolazione della Scuola Primaria di Montelaguardia, a Perugia, a Vittoria Formica.

Raffaello e la Madonna di Foligno. La fortuna di un modello (2020)

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a cura di F.F. Mancini, M. Onali, D. Lucidi

La fortuna della Madonna di Foligno inizia con la Vita di Raffaello scritta da Giorgio Vasari nel 1550 e prosegue ininterrottamente per i secoli successivi non registrando alcun tipo di flessione. Foligno, che ospita l’opera dal 1565 al 1797, gode di una notorietà internazionale “riflessa” sia a livello di storiografia artistica che di un qualificato turismo culturale fatto di viaggiatori provenienti da tutta Europa, che hanno lasciato nei loro carnet de voyage ricordi e impressioni su questo famoso dipinto. Tale notorietà accompagna le vicende dell’opera: prima a Parigi, dove la tavola arriva a seguito delle requisizioni napoleoniche, poi a Roma, dove approda nel 1816 in Vaticano, divenendo un punto fermo dell’educazione accademica.
In occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Raffaello, Foligno ospita una mostra che vuole illustrare, attraverso l’esposizione di copie e derivazioni dal modello ispirati al prototipo “nobile”, quadri, stampe, incisioni e documenti inerenti alla complessa storia del dipinto, quanto questa opera abbia ispirato artisti di tutti i tempi a varie latitudini, preceduta da una fama imperitura.
Foligno ha sempre mostrato il suo forte e appassionato attaccamento al dipinto che, anche per la stessa intitolazione, sente come suo.
L’associazione Orfini Numeister non poteva dunque che assumersi l’impegno di costruire questo testo a corredo della mostra voluta dal Comune che sicuramente renderà nella città più profondo e radicato il senso di appartenenza di questo dipinto, cosciente che solo una sempre più approfondita conoscenza, ne può determinare il vero possesso.

Giorgio Scala stuccatore ticinese del Settecento tra Umbria, Marche e Romagna (2019)

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Simona Montanari

prefazione di Edoardo Agustoni

Con la pubblicazione del lavoro di Simona Montanari sull’attività dei Maestri ticinesi e in particolare di Giorgio Scala, maestro stuccatore nel Settecento, la Orfini Numeister affronta in sostanza una nuova avventura, dedicando la propria attenzione all’impegno di ricerca e studio legato a una tesi di laurea.
L’argomento affrontato è di sicuro interesse sia per essere stato fino ad ora poco studiato, almeno in modo sistematico, sia perché nell’ambito delle storia dell’arte il settore non sempre ha goduto di una propria autonomia come momento dell’espressività artistica.
Infatti l’attività degli stuccatori in genere è stata considerata a lungo come completamento decorativo e non come opera autonoma con un suo statuto espressivo, dalla ideazione alla esecuzione attraverso proprie specifiche modalità esecutive.
Tra Seicento e Settecento il settore dello stucco si è sviluppato largamente assumendo un ruolo da protagonista anche grazie al recupero avviato da Raffaello che si era ispirato alla Domus Aurea di Nerone. Le sue più antiche radici peraltro possiamo trovarle già nella civiltà egizia, nel mondo greco, in quello etrusco e nella cultura romana.
Nel tempo però il suo ruolo si era sempre più marginalizzato fino ad essere considerato come un’arte povera, fragile, di completamento. Tuttavia la tecnica dello stucco, per la velocità esecutiva e non troppo complessa, per la modesta entità economica rispetto ad altre tecniche espressive legate a materiali come il marmo, il legno, la maiolica, il metallo, ha conquistato via via un ruolo da vero e proprio protagonista, anche per la sua forte componente scenografica e per il particolare effetto di morbidezza e carnalità.
E proprio gli artisti ticinesi, riuscendo a conquistare nel tempo una sicura professionalità, vengono chiamati prima a Milano, centro della loro diocesi e poi sempre più a Roma dove operano in chiese, oratori, palazzi pubblici e privati.