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La Passione degli Umbri (2021)

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Crocifissi di legno tra Medioevo e Rinascimento

di Elvio Lunghi

f.to 17×24, 360pp., ill. b.n.

Con la nuova edizione riveduta ed ampliata de La Passione degli Umbri- Crocifissi di legno tra Medioevo e Rinascimento di Elvio Lunghi, l’Associazione Orfini Numeister pubblica il suo sessantunesimo volume.
Ci è sembrato importante segnare questo “giro di boa” riproponendo un tema caro all’Autore, ma anche particolarmente apprezzato dai nostri lettori, in una nuova veste grafica e tipografica che valorizzasse ancor più la suggestione del tema con le sue immagini – già in bianco e nero – e che volutamente si è scelto di lasciare così come erano state realizzate da Lunghi senza aggiornarle con nuovi scatti, proprio per rafforzarne l’efficace drammaticità dei volti e dei corpi emaciati e contorti dalla Passione.
Nei venti anni trascorsi dalla prima edizione, la ricerca dello storico dell’arte non si è mai fermata e ulteriori studi sono stati prodotti sull’argomento. Di questa ulteriore ricerca storica si avvale il volume attuale, che amplia l’indagine sulla storia dell’immagine del Cristo crocifisso tra i secoli XIII e XV, quando la Chiesa, con il Concilio di Trento, ha disposto misure di rinnovamento teologico e liturgico che hanno causato la sostituzione dei Crocifissi più antichi, la loro perdita o dispersione. La ricerca è ulteriormente arricchita dall’esame delle fonti letterarie e documentarie, in particolare attraverso il riscontro delle Visite pastorali delle principali Diocesi dell’Umbria, che consente all’autore il riscontro di quante di queste opere d’arte e di devozione si sono conservate e di quanto si è perduto.

Giorgio Scala stuccatore ticinese del Settecento tra Umbria, Marche e Romagna (2019)

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Simona Montanari

prefazione di Edoardo Agustoni

Con la pubblicazione del lavoro di Simona Montanari sull’attività dei Maestri ticinesi e in particolare di Giorgio Scala, maestro stuccatore nel Settecento, la Orfini Numeister affronta in sostanza una nuova avventura, dedicando la propria attenzione all’impegno di ricerca e studio legato a una tesi di laurea.
L’argomento affrontato è di sicuro interesse sia per essere stato fino ad ora poco studiato, almeno in modo sistematico, sia perché nell’ambito delle storia dell’arte il settore non sempre ha goduto di una propria autonomia come momento dell’espressività artistica.
Infatti l’attività degli stuccatori in genere è stata considerata a lungo come completamento decorativo e non come opera autonoma con un suo statuto espressivo, dalla ideazione alla esecuzione attraverso proprie specifiche modalità esecutive.
Tra Seicento e Settecento il settore dello stucco si è sviluppato largamente assumendo un ruolo da protagonista anche grazie al recupero avviato da Raffaello che si era ispirato alla Domus Aurea di Nerone. Le sue più antiche radici peraltro possiamo trovarle già nella civiltà egizia, nel mondo greco, in quello etrusco e nella cultura romana.
Nel tempo però il suo ruolo si era sempre più marginalizzato fino ad essere considerato come un’arte povera, fragile, di completamento. Tuttavia la tecnica dello stucco, per la velocità esecutiva e non troppo complessa, per la modesta entità economica rispetto ad altre tecniche espressive legate a materiali come il marmo, il legno, la maiolica, il metallo, ha conquistato via via un ruolo da vero e proprio protagonista, anche per la sua forte componente scenografica e per il particolare effetto di morbidezza e carnalità.
E proprio gli artisti ticinesi, riuscendo a conquistare nel tempo una sicura professionalità, vengono chiamati prima a Milano, centro della loro diocesi e poi sempre più a Roma dove operano in chiese, oratori, palazzi pubblici e privati.